Presbiterio

Cattedrale Lecce

Informazioni

Tipologia Bene e tecnica

Altare Maggiore

epoca o data

sec. XVIII

Collocazione

Altare Maggiore,

Autore

De Martina,

Ulteriori Notizie

“Il sontuoso altare maggiore dedicato all’Assunta pervenne a duomo per volontà del vescovo Scipione Sersale (1744 – 1751), che commissionò personalmente l’opera a uno dei migliori maestri marmorari napoletani, il De Martina. Ai lati dello stesso fece apporre lo stemma della sua famiglia, con larghe bande di preziosi lapislazzuli. Il 29 maggio 1757 il preziosissimo altare fu consacrato dal Vescovo Alfonso Sozy Carafa e l’11 agosto dello stesso anno il dipinto dell’Assunta opera del pittore gallipolino Gian Domenco Catalano (oggi nella sala capitolare) fu sostituito da un’altra grande tela dell’Assunta, magistrale opera di Oronzo Tiso. Sempre a quest’ultimo si ascrivono inoltre le due grandiose tele datate 1758, rappresentanti i Sacrifici di Noè ed Elia, delle due pareti laterali del coro, commissionate dal vescovo Sozy Carafa, che, per la magnificenza dei suoi atti e per le splendide innovazioni apportate nell’edilizia leccese, fu definito l’Alessandro VII del suo tempo. Altre importanti tele, tra cui quelle dei quattro evangelisti, dei profeti, degli apostoli, quelle relative ad episodi della vita di Maria Vergine e ai simboli della città arricchiscono e completano le pareti e il soffitto ligneo. Il 3 aprile 1759 fu collocato nell’abside dell’altare maggiore, in sostituzione del precedente in pietra leccese, il nuovo coro di noce intarsiato, del valore di 700 ducati, eseguito nel 1758 su un probabile disegno di Emanuele Manieri. Nel 1763 si collocarono le magnifiche e sontuose balaustre di marmi preziosi e i cancelli in ottone, con le insegne del vescovo Sersale e del Capitolo cattedrale. Sotto l’episcopato di mons. Minerva (1950-1981) fu consacrato l’altare centrale, costituito da una recuperata tarsia napoletana del XVIII secolo e fatto costruire per le rinnovate esigenze liturgiche.”.
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